Il Cannonau è sempre qualcosa di nuovo sotto il sole

por | May 2, 2017 | Food & Wine, Vino | 0 Comentarios

Qualcuno potrebbe obiettare, «così non vale, tu sei di parte!» Cosa potrei rispondere? Beh, il mio rapporto con il Cannonau è quello fra due persone che si conoscono nella sala d’attesa dell’aeroporto. Si presentano, si raccontano qualcosa l’uno dell’altro e, proprio quando iniziano a entrare in sintonia, scoprono che andranno a vivere nello stesso quartiere! Dunque viene spontaneo voler sapere di più sul futuro vicino.

Ho avuto la possibilità di conoscere in maniera più approfondita questo mio vicino sardo durante una degustazione di 7 Cannonau, organizzata dalla Regione Sardegna durante l’ultimo Vinitaly. Vincenzo Donatiello (sommelier presso il Ristorante Piazza Duomo di Alba) e Pier Paolo Fiori (della delegazione di Sassari dell’AIS) ci hanno guidato in questo percorso di scoperta, riflessione e stimoli multisensoriali.

Ho apprezzato molto l’abbinamento proposto verso metà del nostro viaggio, un po’ virtuale e tanto sensoriale, attraverso la Sardegna. Infatti, insieme ai 3 ultimi vini abbiano assaggiato un formaggio di latte di pecora crudo, una lanzetta di maialino sardo (chiamata mustela) e alcuni pani della tradizione sarda, morbidi, ma caratterizzati dalla ‘carasatura’, cioè da un tipo particolare di tostatura.

Condivido dunque con voi le note di questo viaggio nel mondo del Cannonau, riportando i vini nello stesso ordine proposto durante la degustazione.

 

Cannonau di Sardegna 2015 di Su’entu

Questo Cannonau, dall’eleganza disegnata anche da un po’ di Syrah, mi ha sorpreso subito per il suo bel colore rosso rubino e per la sua trasparenza. Un bouquet elegante e fruttato, con sentori di piccoli frutti rossi e note di grafite, solleticava l’assaggio. In bocca si ritrova una spezie tenue, insieme a un tannino sottile e morbido.

Cannonau di Sardegna Nuraghe Sas Molas 2014 di Binzamanna

Il colore è un rubino intenso. Al naso si sentono frutti rossi, origano essiccato, cacao e vaniglia, e si percepisce una leggera sensazione di ossidazione: forse potrebbe maturare ancora in bottiglia, e digerire il legno. Un tannino elegante ammanta la bocca. Il vino cresce in maniera evidente nel bicchiere, e sprigiona un sapore intenso e persistente.

Cannonau di Sardegna Riserva Senes 2012 di Argiolas

Di un colore rubino vivace e intenso, con le sue tonalità questo vino promette già l’eleganza che si ritrova poi al naso e in bocca. Sentori di pepe bianco e di pesca entrano in armonia con i frutti rossi. Durante l’assaggio si scopre un vino denso, quasi da masticare. Il tannino fine e un finale lungo mantengono le promesse visive e olfattive.

Cannonau di Sardegna Mamuthone 2014 di Giuseppe Sedilesu

Sorprendente questo Cannonau, caratterizzato da note molto fresche, come il verde giovane della mandorla. In bocca si assapora un’oliva freschissima, in equilibrio con il corpo notevole, che ancora una volta richiama l’idea di masticabilità, e con un tannino persistente. Il nostro relatore Vincenzo suggerisce come abbinamento cotechino e lenticchie.

Cannonau Vinitaly2017 degustazione

Cannonau di Sardegna Corona Majore 2011 di Soletta

Inaspettata la scoperta di questo Cannonau rosso rubino intenso. Ci attendono sentori ampi di fiori, erbe aromatiche, e frutta matura. I tannini eleganti, quasi «salini», e la morbidezza lasciano sempre la bocca pronta per altri sorsi.

Cannonau di Sardegna Riserva 2012 di Alberto Loi

Nel bicchiere ritroviamo un rosso rubino quasi granato. Al naso, gli aromi complessi e ampi di frutti rossi maturi e spezie si accompagnano a un leggero sentore di marzapane, che richiama una leggera ossidazione. Si percepisce quasi una stuoia di paglia. Mentre l’assaggiamo, scopriamo un corpo imponente ed elegante, dove il caldo e la morbidezza donano armonia.

Tenores 2013 di Dettori

L’energia di questo vino si esprime subito nel colore. Conquista il naso con sentori di frutta rossa matura ed erbe aromatiche, insieme a sensazioni di agrumi che ricordano s’aranzada, il dolce sardo preparato con scorze secche di arancia e miele. Dopo il primo sorso, un ricordo balsamico e marino si unisce al tannino sottile ed elegante, che invita a «pucciare» la ciambella, come suggerisce Vincenzo.

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