Manaresi, una cantina bolognese da scoprire

da | Mag 25, 2016 | Food & Wine, Vino | 0 commenti

Vino Degustazione Manaresi

Una cantina d’arte

Il sole che splendeva sui colli di Zola Predosa ha fatto perfettamente da sfondo alla mia visita alla Cantina Manaresi. Insieme a me, un gruppo di amici per condividere la degustazione e scambiarci i pareri. Vi racconto la mia giornata.

A riceverci c’erano Donatella e suo marito Fabio. Simpatici e disponibili, ci hanno raccontato la storia dell’azienda famigliare, e ci hanno guidato in una bella passeggiata tra i vigneti. Non so se erano più belli i filari sotto il sole oppure il panorama incredibile dei colli e della pianura fino a Modena e a Bologna, che cercava costantemente di distrarci.

vigneti di Zola Predosa

Donatella è la nipote dell’artista Paolo Manaresi, a cui sono dedicate in modo originale le etichette dei vini: rappresentano tutte delle cornici, mentre il dipinto è il contenuto della bottiglia! Donatella segue personalmente il lavoro in cantina, mentre Fabio è un agronomo e si occupa principalmente del lavoro in vigna. Entrambi curano le attività commerciali e la promozione.

Di ritorno dalle vigne, abbiamo dato il via alla degustazione, in una stupenda terrazza panoramica. Il proseguimento perfetto del percorso di colori, profumi, storie e racconti personali che avevamo iniziato. Ecco i vini dunque!

I vini del territorio

Vino degustazione

Il primo sorso è toccato al Pignoletto Frizzante Colli Bolognesi Pignoletto DOCG. Una bollicina sottile ed elegante che ricorda una delicata mela verde, con un profumo di fiori bianchi e ananas che invitava a un aperitivo. Un vino davvero stuzzicante.

Il vino seguente, il Pignoletto Classico Colli Bolognesi Pignoletto DOCG, non ha deluso il mio naso. Gli aromi che avrei potuto attendere c’erano tutti, regalandomi però anche l’inaspettata delicatezza dei sentori di frutta esotica. Un gusto persistente confermava gli aromi percepiti al naso. Ed è stata subito voglia di asparagi!

Il Duesettanta Colli Bolognesi DOC Bianco Bologna, è fatto da tre varietà: Pignoletto (Grechetto gentile), Sauvignon blanc e Chardonnay. La burrosità dello Chardonnay si indovina già al naso e poi la si ritrova in bocca molto delicata, a controbilanciare i sentori più vegetali del Pignoletto e del Sauvignon. Il risultato è una armonia che viene voglia di riprovare dopo il primo bicchiere.

Dopo la presentazione di questi bianchi, tipici della zona ma anche frutto di un terroir piuttosto originale, è stato il momento dei rossi. E si parte con il Merlot Colli Bolognesi DOC, un vino davvero sorprendente! Un’ideale nota tannica in bocca e una rotondità inaspettata conquistano subito il mio palato, e sono certa che avrebbero conquistato anche i palati meno amanti del vitigno in sé. Provare per credere. 😉

Il Controluce Colli Bolognesi DOC Rosso Bologna, mi colpisce immediatamente per la sua storia: in etichetta si vede il profilo dell’artista Paolo Manaresi, in un gioco perfetto di luci e ombre. Questo vino nasce dal vigneto più elevato della tenuta, composto da piante di Cabernet Sauvignon. Affina per quasi tre anni e, da adulto, riempie di soddisfazioni. Un’armonia di frutti rossi e liquirizia ci sorprende al naso e ci delizia in bocca.

La mattinata è volata. Al termine della visita vorresti chiedere ai proprietari, che nel frattempo sono diventati amici, di continuare a raccontare i loro vini, descrivere i loro passi, parlare dei loro sogni. Ma il bel sole alto ricorda a tutti che è ora di pranzo. Alla prossima degustazione!

Raccontare il vino

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