Cannonau Naniha di Perdarubia: Piede franco e minimalismo

Degustazione Naniha

Tenute Perdarubia è un’azienda davvero poliedrica. Le attività agricole comprendono la silvicoltura, l’olivicoltura, la coltura di cereali antichi, e la viticoltura. Fra i prodotti spiccano un olio extravergine e due vini a base di Cannonau.

Durante l’ultimo SorsiAperiWeb, Mario Mereu ha presentato la sua azienda (nata nel 1949 e giunta alla terza generazione di gestione familiare) e ha offerto in degustazione il Naniha Cannonau di Sardegna DOC, un vino ottenuto da sole uve Cannonau cresciute su piante a piede franco.

‘Piede franco’ significa che la vite è coltivata sulla sua radice naturale. È un tipo di viticoltura piuttosto raro, dato che gran parte dei vigneti in tutto il mondo ospita viti europee innestate su radici di vite americana. Questa complicazione divenne la norma verso la fine del XIX secolo, quando si scoprì che la vite innestata in questo modo riusciva a resistere agli attacchi della ‘Fillossera della vite’, un piccolo insetto che aveva appena devastato le vigne a radice (o piede) naturale di quasi tutta Europa.

mario mereu
Mario Mereu ci racconta la storia di Perdarubia durante un nostro SorsiAperiweb.

La famiglia Mereu ha iniziato a scommettere sul piede franco nei primi anni ’70, e la scelta si è rivelata sicura e vincente.

Infatti, i Cannonau dei Mereu conquistano presto i palati degli esperti e di tanti consumatori, anche al di fuori della Sardegna, e la cantina si distingue per un approccio che definirei minimalista, perché sfrutta solo l’artificio e l’innovazione strettamente necessari a compensare i limiti della natura e della tradizione.

Oggi, Perdarubia possiede circa 20 ettari di vigneto che coltiva seguendo il metodo biologico. Naniha nasce da viti che hanno in media 20 anni. Le uve di Cannonau sono selezionate e raccolte a mano. Il mosto fermenta in acciaio, e il vino matura in acciaio e in bottiglia.

Naniha 2016 (Cannonau, 14% alc/vol) nel bicchiere

 

Il vino appare di un colore rubino-granato di media intensità. Al naso sprigiona aromi fruttati (ciliegie, sia rosse sia nere, prugne, frutta cotta), speziati (pepe) e balsamici. In bocca è ben strutturato e ben equilibrato fra acidità e tannino. I sapori confermano le percezioni olfattive, che ritroviamo poi intatte e pulite nel finale.

Naniha esprime bene la schiettezza del Cannonau. Il vino non fa legno, e così conserva le caratteristiche primarie del vitigno. Si abbina bene a formaggi, salumi, primi piatti con salse rosse, e secondi a base di carne rossa. L’ottimo equilibrio fra le parti lo rende comunque piacevole anche da solo per accompagnare una chiacchierata fra amici.

Pietro Lostia

naniha

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