Cambria: la nobiltà del Nocera

Stand Cambria a Vinitaly 2018

Cambria: la nobiltà del Nocera

L’uva di Nino

 

“Nocera. Il gusto che fa storia.” È il claim che appare subito all’apertura del sito web della Cantina Cambria (si pronuncia Cambrìa, con l’accento sulla ‘ì’). E la frase esprime davvero il cuore della filosofia aziendale. È anche così infatti che Nino Cambria, co-titolare dell’azienda insieme al fratello Franco, ci dà il benvenuto al suo stand a Vinitaly.

Nino ha una luce negli occhi che già esprime la passione e l’orgoglio per scelte aziendali originali e che gli danno continue soddisfazioni. Ma sono soprattutto le sue qualità di narratore a stupirti. Nino Cambria è un produttore perfettamente in linea con questi tempi di condivisione digitale, perché lo storytelling sembra essere parte integrante del suo DNA.

L’Azienda Cambria nasce a Furnari, in provincia di Messina, nel 1864, grazie a una vendemmia particolarmente ricca, che spinge gli antenati di Nino a vendere parte della produzione vinicola familiare. Da allora, la cantina continua a crescere e, nella seconda metà del XX secolo, è ormai una realtà solida con prodotti ben piazzati sul mercato siciliano. I vini di Furnari, e specialmente i vini di Cambria, sono apprezzati per la loro qualità e personalità.

Verso la metà degli anni 2000, Nino (che ormai da 20 anni ha preso le redini dell’azienda insieme a suo fratello) decide di studiare più a fondo le peculiarità del suo terroir, e riscopre un vitigno autoctono di tradizione antichissima: il Nocera.

Degustazione
Susana accompagna Nino (alla sua sinistra) in una degustazione pubblica dei nuovi vini di Cambria a base di Nocera.

Il Nocera era un’uva già nota, nel III secolo a.C., alla locale tribù di guerrieri dei Mamertini e al suo re Kio. Il vino che ne ottenevano era assai apprezzato, e qualche secolo dopo fu amato da Giulio Cesare in persona. Le vigne di Nocera intorno a Furnari sono anche lo scenario di episodi poco noti di storia medievale. Come la storia del vignaiolo che accetta di curare il cane ferito del re Ruggero II d’Altavilla e di custodirlo fino al suo ritorno; e che per questo è poi inaspettatamente ricompensato con una baronia (entro i cui confini sorse la storica vigna di Nocera chiamata Tenuta Mastronicola, di proprietà di Cambria sin dalle origini della cantina).

Nino Cambria è il protagonista attuale della lunga saga di questo nobile vitigno. I nuovi vini della cantina sono infatti tutti basati sul Nocera, e a ognuno è associata una delle storie che menzionavo. Così abbiamo il rosé spumante brut Fin Che Venga (100% Nocera), i rossi fermi secchi Giulio Cesare (60% Nero d’Avola, 40% Nocera), Rosso del Levriero (50% Nocera, 50% Syrah), Masseria (70% Nocera, 30% Nerello Mascalese) e Mastronicola (100% Nocera), e il rosso passito dolce Kio (100% Nocera).

In purezza, il Nocera dà un vino di colore rubino intenso, con caratteristici riflessi purpurei. Al naso è floreale (fiori della macchia mediterranea), fruttato (frutti di bosco rossi o neri), e acquista sentori speziati e balsamici con l’invecchiamento. Di corpo medio o pieno, ha tipicamente una acidità elevata e un tannino medio/alto che gli permettono di invecchiare bene.

Nino in vigna
Nino Cambria mentre studia il suo Nocera. (Credits: Cantina Cambria.)

Con la sua nuova gamma, la cantina Cambria cerca di esplorare diverse declinazioni del Nocera, sia in purezza sia accostato ad altre varietà (autoctone o internazionali), sia fermo sia effervescente, sia secco sia dolce.

Si tratta comunque di prodotti di valore e originalità, che abbiamo degustato incantati dai racconti di Nino, produttore, cantastorie, e custode del Nocera, ‘finché venga’ il suo successore.

(Dopo questa accoglienza calorosa, Susana Alonso è stata ben felice di affiancare Nino e l’enologo Vito Giovinco in una presentazione pubblica della nuova linea a base di Nocera. Sorsi di web ringrazia Nino Cambria, Enza Bergantino e Francesca Fornaciari per l’invito e la fantastica esperienza. A rivederci presto!)

https://cambriavini.com/it/

 

Pietro Lostia

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