Châteauneuf du Pape, una degustazione al Vinisud

Chateau Giogognan degustazione al Vinisud

Quando studiai i vini francesi durante il corso per diventare sommelier, Châteauneuf du Pape fu una delle denominazioni che mi colpirono e incuriosirono di più.

Perciò, ho subito colto l’occasione di Vinisud 2018 per visitare anche l’area della fiera dedicata ai vini di questa celebre AOC. Fra le diverse proposte interessanti, ho un ricordo particolarmente piacevole del mio incontro con Brigitte Chambon, dell’azienda Château Gigognan. Vi racconto dunque la degustazione dei prodotti di Brigitte. Prima però vorrei inquadrare la denominazione in generale.

 

Alla scoperta di Châteauneuf du Pape

Châteauneuf du Pape, che dà nome alla AOC, è un piccolo comune di origine medievale e sorge su un colle a pochi chilometri dal fiume Rodano. La vite fu quasi certamente portata nella zona dai Romani, ma le prime testimonianze scritte risalgono al XIII-XIV secolo. In quest’epoca, il papa di Avignone Giovanni XII vi erige una residenza estiva, e il villaggio inizia ad acquisire una certa visibilità. Giovanni consuma regolarmente il vino prodotto nelle terre circostanti, che inizia a essere noto come “vino del papa”.

La qualità dei vini di Châteauneuf du Pape si diffonde presto in giro per l’Europa, e nel XVIII secolo le esportazioni sono ormai fiorenti. Nascono i primi grandi “domaines”, e si definisce una prima delimitazione dell’area di produzione.

Châteauneuf du Pape è una delle prime aree colpite dalla fillossera, che devasta i vigneti europei negli anni ’70 del XIX secolo. Ma la produzione riprende grazie ai reimpianti. Nel 1933 nasce la AOC, che oggi ha una superficie vitata di circa tremila ettari.

Il terreno è solitamente ricco di ciottoli, che immagazzinano calore durante il giorno e lo rilasciano durante la notte, e trattengono umidità nei periodi secchi. Queste caratteristiche favoriscono la maturazione delle uve. Il clima è mediterraneo, con inverni miti ed estati calde.

Château Gigognan nasce nel 1996, con l’acquisizione e il restauro di un castello in rovina e di alcuni vecchi vigneti circostanti. L’azienda è particolarmente attenta a coniugare la produzione vitivinicola con i servizi turistici. Allo stand ho assaggiato due annate di un blend ben rappresentativo della AOC, che dunque vado a presentarvi.

 

I vini di Château Gigognan

Châteauneuf du Pape Clos du Roi 2014

Un vino ottenuto dai vitigni più tipici del Rodano: Grenache (60%), Syrah (30%) e Mourvédre (10%). La vendemmia viene svolta manualmente, con una rigida selezione delle uve. I grappoli sono poi pigiati e diraspati. Ogni vitigno fermenta separatamente, in vasche di acciaio inox e a temperatura controllata. Alla fermentazione alcolica segue la fermentazione malolattica, dopo la quale si procede a miscelare i tre vini. Il 30% del blend matura in barrique di legno, il resto in vasche di cemento (che, come le botti, favoriscono la micro-ossigenazione).

Nel bicchiere, il Clos du Roi si presenta con un attraente rosso rubino. Al naso ci sorprende con profumi delicati di frutti rossi piccoli, spezie e sottobosco. All’assaggio scopriamo un vino intenso e persistente, con tannini eleganti. Un vino di carattere, da accompagnare con carni rosse, selvaggina e formaggi stagionati.

 

Clos du Roi 2015 degustazione

Châteauneuf du Pape Clos du Roi 2015

Il blend del Clos du Roi 2015 è un po’ differente (60% di Grenache, 35 % di Syrah e 5% di Mourvédre), ma i metodi di vendemmia e di produzione sono gli stessi del Clos du Roi 2014.

Di un coloro rosso rubino, al naso ci regala subito complessi aromi di frutti rossi piccoli e note speziate. All’assaggio, è sapido e persistente. Un frutto maturo si sposa in maniera armonica con un tannino elegante. Anche questo vino si abbina bene a carni rosse e selvaggina. È già pronto da bere, ma Brigitte ci svela che potrebbe continuare a maturare per almeno altri 8 anni.

Ho apprezzato molto questa degustazione, perché mi ha permesso di concentrarmi sulle sfumature. Adesso sono curiosa di provare anche altre annate del Clos du Roi e, in generale, di assaggiare altri vini di Château Gigognan. L’occasione potrebbe essere una prossima fiera o, molto meglio, un tour enologico della zona!

Susana Alonso

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