Vinisud e l’IGP Pays d’Oc

Si è appena conclusa a Montpellier, in Francia, la quattordicesima edizione della fiera internazionale del vino Vinisud (18-20 febbraio 2018). Per noi di Sorsi di web è stata una fantastica occasione di incontri, approfondimenti e scoperte. Perciò, abbiamo deciso di dedicare una breve serie di articoli al racconto della nostra esperienza come visitatori.

In questo primo post introduciamo la fiera in generale, e diamo spazio in particolare al resoconto di una degustazione dedicata ai vini di una delle aree vitivinicole più importanti di Francia: la IGP Pays d’Oc.

Fra i 1500 espositori, le cantine del Midi francese (Provenza, Rodano, Linguadoca-Rossiglione, Bordeaux-Aquitania, Corsica) erano naturalmente tantissime. Ma alla fiera hanno partecipato anche un centinaio di espositori italiani, decine di cantine spagnole, e una ventina portoghesi. A questa già apprezzabile varietà hanno fatto da contorno importante e affascinante produttori di Marocco, Algeria, Libano, Georgia, Turchia, Grecia, Bulgaria, Macedonia, Bosnia-Erzegovina, Croazia, e Ungheria. Insomma, fedele al nome, Vinisud è stata davvero una colorata rassegna delle tradizioni vitivinicole di tutta l’area del Mar Mediterraneo, e di alcune regioni prossime importanti.

 

Vinisud Pays dOc

 

La fiera ha attratto un buon numero di visitatori (tutti rigorosamente operatori del settore: dagli importatori, ai ristoratori, ai digital worker, come noi), ma non c’è mai stato affollamento, e abbiamo potuto esplorare comodamente, senza incontrare file o confusione. Girando per le sale, abbiamo assaggiato tanti vini e abbiamo conversato con diversi produttori. La fiera si anche rivelata ricca di eventi: masterclass, conferenze, presentazioni, spesso accompagnate da degustazioni. Diversi gli incontri dedicati alla comunicazione digitale del vino.

La Master of Wine Elizabeth Gabay ha condotto una masterclass sulla IGP Pays d’Oc, alla quale abbiamo partecipato, e che è stata davvero interessante.

Questa denominazione coincide quasi esattamente con la regione storica della Linguadoca-Rossiglione, ed è la più grande e importante delle sei IGP regionali francesi. Rappresenta quasi due terzi in volume dei vini IGP di Francia, e soprattutto è la regione vitivinicola con l’offerta più grande al mondo.

 

 

Gran parte dei vini prodotti sono monovitigno. La metà sono rossi, e l’altra metà è divisa più o meno equamente fra bianchi e rosé. L’ampia gamma di vitigni ammessi nell’IGP Pays d’Oc (58) e la varietà climatica e geologica della Linguadoca-Rossiglione contribuiscono a creare un’offerta ricca e attraente.

Durante la masterclass abbiamo degustato 10 vini. Eccoli brevemente, in ordine di assaggio.

1. Laurent Miquel, Solas, 2016 (Albarino; bianco)

Un vino ottenuto da sole uve di Albarino. Il Solas è un vino che spicca per freschezza e aromaticità e lascia al palato una particolare sensazione di gesso.

2. Les Vignobles Foncalieu, Le Versant, 2016 (Viognier; bianco)

Un vino ricco ed energico, che svela sia evidenti note floreali sia intensi sentori minerali.

3. Domaine Ventenac, La Cuvée de Marie, 2016 (Chenin blanc + Colombard; bianco)

Molto fresco, floreale ma soprattutto fruttato. Secondo E. Gabay, ricorda uno stile tipico del vini sudafricani.

4. Domaines Paul Mas, Astélia, 2016 (Chardonnay; bianco)

L’invecchiamento in legno (soprattutto rovere Americano) contribuisce alla morbidezza di questo piacevole Chardonnay.

5. Domaine de l’Engarre, Terres de l’Engarran, 2016 (Syrah, 41% + Grenache, 38% + Merlot, 21%; rosé)

Le note di rosa dominano questo rosé. Gabay sottolinea la singolarità di questo vino, sia perché è un blend (fatto abbastanza atipico per la IGP Pays d’Oc) sia perché è più strutturato dei rosé tipici della Linguadoca.

6. Anne de Joyeuse, Terroir des Dinosaures Gargantuavis Pinot Noir, 2016 (Pinot noir; rosso)

Un vino molto fresco, che ricorda i Pinot noir del freddo Nord-ovest degli USA. Fruttato, spicca la ciliegia.

7. Domaine de la Baume, Saint-Geniés Petit Verdot, 2016 (Petit Verdot; rosso)

Ancora un vino ben fresco e piuttosto tannico, che sprigiona frutti rossi.

8. Domaine Gayda, Figure libre, 2015 (Cabernet Franc; rosso)

Un esempio classico di Cabernet Franc, dice Gabay. Acido, tannico, fruttato.

9. Domaine de Gourgazand, Quintus, 2014 (Syrah; rosso)

Un altro esempio classico. Frutti rossi mediamente maturi. Il Syrah è un vitigno tipico di tante AOC della Linguadoca, ma il produttore ha scelto l’IGP per avere più libertà.

10. Domaine les Yeuses, Ô d’Yeuses, 2015 (Marselan + Cabernet Franc; rosso)

Il Marselan nasce negli anni 1960 come incrocio di Cabernet Sauvignon e Grenache. Ancora fresco ma già arrotondato sui tannini.

Vinisud Pays d'Oc bottiglie

 

In Linguadoca-Rossiglione esistono anche decine di AOC, ognuna con particolarità più o meno evidenti. Ma, secondo Elizabeth, fra i vini che rientrano nella IGP Pays d’Oc ci sono già tanti prodotti interessanti, perché il disciplinare meno ristretto permette ai produttori di esprimere bene la loro creatività.

È stata una masterclass appassionante, e ci ha permesso di entrare un po’ di più nel mondo dei vini del Midi francese. A presto, con i prossimi post su Vinisud!

Susana Alonso e Pietro Lostia

 

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