Vino e Social Media: 6 errori da evitare

da | Mar 6, 2015 | Food & Wine, Marketing e Comunicazione, Social Media Marketing, Vino | 0 commenti

A volte può succedere che le pagine social della vostra azienda non performino bene (pochi like, poche condivisioni, pochi commenti). Spesso, i risultati attesi non si raggiungono perché le attività svolte su tali canali non sono state pianificate adeguatamente.

Purtroppo, mi capita di ricevere risposte molto scettiche, quando parlo con alcuni produttori della crescente necessità di pianificare e mettere in atto una strategia digitale adeguata. Spesso, questo punto di vista è il risultato di una cattiva esperienza precedente. Ma oggi la presenza dell’azienda sui social è praticamente indispensabile e non curarla sarebbe un errore. Infatti, rispetto anche a solo pochi anni fa, molte più persone passano sui social diverse ore della loro giornata, anche grazie alla diffusione capillare degli smartphone.

Perciò ho pensato di elencare alcuni dei principali errori da evitare:

1. Non dedicare tempo e risorse al Social Media Marketing. Magari avete dei dipendenti volenterosi che pensano di poter dare il loro contributo alla gestione dei canali social aziendali. Purtroppo, queste persone potrebbero non avere la formazione richiesta per farlo in modo corretto, e potrebbero anche non avere abbastanza tempo da dedicare. Quindi, in sostanza si limitano generalmente a gestire i profili aziendali come fanno con i loro profili personali. Di solito Il risultato è abbastanza scarso, ma potrebbe anche essere essere catastrofico e minare seriamente la vostra immagine per molto tempo. Inoltre, più canali si hanno aperti e più è difficile presidiarli dovutamente. Rivolgetevi a personale specializzato.

2. Pensare che è solo una questione di numeri. Il più delle volte si crede che, se si raggiunge un numero alto di follower o di fan, allora gran parte del lavoro è fatto. I grandi numeri sono belli e hanno anche il loro valore, ma ciò che importa veramente è la composizione dei follower/fan. Se, per esempio, solo una minima parte è interessata al brand e il resto proviene da azioni di ‘deriva social’ piuttosto comuni, come per esempio persone che mettono like o condividono solo perché l’ha fatto anche un loro ‘amico’, allora si è sbagliato qualcosa. Analizzate i contatti, cercate di capire chi vi segue.

3. Non avere una strategia. In generale, per stilare una buona strategia bisogna partire dall’ascolto della rete. È il cosiddetto Social Media Listening. Una volta che si è compreso a chi si vuole parlare, perché, come e quando lo si vuole fare, allora si possono pianificare le forme e i contenuti da proporre. Per farlo bene, è importante stabilire un concept intorno al quale costruire la strategia, in modo da avere la massima integrazione fra ciò che si dice sui social e ciò in cui l’azienda crede. Infatti, gli utenti premiano i brand dal carattere forte, cioè riconoscibile in maniera costante nel tempo.

4. Non seguire un piano editoriale. I contenuti devono essere distribuiti seguendo un programma costante e coerente. L’ideale è registrare il programma dei post in un foglio tipo Excel. Bisognerebbe indicare non solo il contenuto, ma anche l’orario di pubblicazione e quali immagini si prevede di utilizzare. Tutto ciò, ovviamente, va fatto per ogni canale social, e questo potrebbe portare a dei programmi differenti per ogni canale. Se è previsto che più persone lavorino alla gestione dei canali della cantina, allora il piano editoriale dovrebbe anche indicare esattamente chi farà che cosa.

5. Contenuti poco attinenti. Se non si ha una strategia e un piano editoriale alle spalle, è molto facile cadere in certe tentazioni piuttosto comuni. La tentazione dei cosiddetti ‘gattini’, per esempio, cioè postare immagini che attirano il like ma che non hanno veramente a che vedere con la vostra azienda; oppure la condivisione di articoli di argomento troppo periferico rispetto al vostro core business o ai vostri obiettivi di sviluppo. Tutto ciò non aiuta la vostra comunicazione aziendale a emergere e a distinguersi. Questo tipo di attività anzi confonde gli utenti, che faticano a capire che tipo di contenuto possono trovare nei vostri canali. Di conseguenza perdono interesse nella comunicazione dell’azienda e smettono di seguirvi.

6. Un unico messaggio, ma forme diverse per canali diversi. Qui vorrei rimarcare ciò che ho accennato al punto 4. il Listening vi permette di capire che ogni canale ha le sue particolarità. Non è sempre bene condividere esattamente lo stesso contenuto in tutti i network. Diversi tipi di persone e gruppi sociali e professionali preferiscono canali social diversi. Ricordate sempre a chi state parlando: certe news o certe storie possono interessare i professionisti del settore ma non i consumatori finali, o viceversa. Tenetene conto e sviluppate la comunicazione in maniera conseguente.

Avete mai sperimentato una certa frustrazione guardando i risultati dei vostri tentativi di comunicazione sui social networkl? Se sì, allora credo che potreste provare a seguire questi consigli. Partire con il piede giusto e senza saltare passi è molto importante. Provate e poi fatemi sapere se è cambiato qualcosa.

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